L’ astrolabio (dal greco astrolabon, “che prende gli astri”) è un antico strumento astronomico e di calcolo, utilizzato storicamente per misurare l’altezza degli astri sopra l’orizzonte, determinare l’ora, la latitudine e prevedere le posizioni di stelle e Sole. Spesso descritto come il primo “computer” analogico portatile, era fondamentale per la navigazione e l’astronomia.
Composto solitamente da un disco metallico (bronzo, ottone) chiamato “madre”, all’interno del quale ruotano dischi intercambiabili (timpani) e una griglia traforata (rete) che mappa le stelle fisse.
Sospeso in verticale, si utilizza l’alidada (un braccio rotante posteriore) per traguardare un astro e misurarne l’altezza. In tal modo è possibile calcolare l’ora diurna o notturna, determinare la latitudine dell’osservatore e mostra la posizione dei corpi celesti in una data specifica.
Sebbene le basi siano greche (Tolomeo), il suo sviluppo e perfezionamento sono stati fondamentali nella cultura araba, diffondendosi poi in Europa, specialmente in Spagna.
Una versione semplificata è stata ampiamente usata nel Rinascimento per la navigazione marittima, in particolare per misurare l’altezza della Stella Polare per determinare la latitudine.
