di Carlo Di Nitto, Antonio Cimmino e Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Ancora una volta un semplice documento racconta una storia.
Questa volta il documento ci ricorda la tragedia del Piroscafo “Santa Lucia” del quale ricorre il 82° anniversario dell’affondamento, causato dall’attacco di aerosiluranti britannici.

Il “Santa Lucia” era il piroscafo postale che faceva servizio tra Gaeta e le isole Ponziane ed era familiarmente chiamato “il Tram dei Ponzesi”. In quel funesto 24 luglio del 1943 era comandato dal cap. L.C. Cosimo Simeone da Gaeta, un abilissimo uomo di mare  ed aveva un equipaggio composto da 17 marinai civili, oltre ad altri 7 marinai militari destinati alla difesa dell’unità da eventuali attacchi nemici.

La nave era stata militarizzata per un breve periodo  dalla Regia Marina con la sigla F 73 ed era stata impiegata per il servizio di vigilanza foranea a Napoli. Per questo motivo era stata pitturata in grigio e le era stato montato un cannoncino a prua,. Nonostante fosse stata successivamente smilitarizzata e tornata al servizio civile, mantenne queste caratteristiche fino al giorno del suo affondamento.

Il 23 luglio 1943, durante il viaggio di andata da Gaeta verso le isole, il “Santa Lucia” era già stato fatto oggetto di un attacco aereo nemico, ma le abili manovre del comandante Simeone erano riuscite ad evitare il peggio.  La mattina del giorno successivo, 24 luglio, il piroscafo ripartì da Ponza per il viaggio di ritorno verso il continente, ma a circa due miglia al traverso di Punta Eolo a Ventotene, venne attaccato da una squadriglia di aerosiluranti inglesi. A nulla valsero questa volta le manovre diversive attuate dal comandante Simeone. Colpita da un siluro, la nave si spezzò in due ed affondò in meno di un minuto trascinando con se la maggior parte delle persone che trasportava. I superstiti furono soltanto cinque e tra questi il comandante Simeone che, raccolto gravemente ferito in mare, morirà due giorni dopo a Napoli. Le vittime accertate furono 65, delle quali 46 passeggeri civili. Si ipotizza però che furono molte di più per la possibile presenza a bordo di confinati politici e di militari germanici.

Come in altre occasioni, nella mia costante ricerca di materiale inerente la storia della Marina ho trovato la scheda statistica relativa all’imbarco sul “Santa Lucia” del cannoniere armaiolo Riccardi Luigi da Barra (Napoli), classe 1915, che scomparirà disperso nell’affondamento.

Questo documento non è più in mio possesso. L’ho infatti donato alla Signora Mirella Romano figlia di Carmine Romano, disperso nella tragedia, e curatrice a Ponza di un piccolo Museo dedicato alla Memoria delle vittime. Non potevo affidarlo a mani migliori.
I Marinai non dimenticano.
Onore ai Caduti.

Fonte: La Voce del Marinaio